martedì 7 ottobre 2008

Vivere senza debiti: 10 consigli Made in Usa

Vivere senza debiti. Una filosofia estranea alla cultura statunientense ed per questo che sull'onda della crisi del sistema del credito, spopolano i consigli, bizzarri quando non banali, su come fronteggiare l'emergenza. Sulla rete, i giornali, le tv ed (e' facile prevedere che ci saranno presto dei bestseller in libreria), e' tutto un impazzare di decaloghi. Alcuni adottano la strategia del terrore come "Quindici strade per rovinare il tuo futuro", altri sono piu' costruttivi ed elencano le cose da fare per vivere "debt free", considerando che ogni americano accumula in media 10.000 dollari di debiti con le carte di credito ogni mese, secondo CardTrack.com. 

Si comincia con il "sistema della busta" dove si consiglia di mettere i soldi per le bollette all'inizio del mese. Se finiscono prima del tempo, e' il perspicace suggerimento, e' ora di cominciare a ridurre il budget del divertimento. 
La regola numero due e' quella di "spendere meno per vivere", cioe' a dire che le uscite non devono superare le entrate. Se non ci si riesce, allora bisogna guadagnare di piu': ed e' questa la terza chicca. 
Il quarto comandamento e' quello di utilizzare la carta di credito solo per le emergenze, avvalendosi invece dei contanti per gli acquisti di routine.
Per comprare un'auto poi, se non si hanno i soldi, si consiglia di prendere l'autobus per qualche anno, in modo tale da mettere da parte il necessario per poi poterla pagare. 
Saldare i debiti ogni mese, e' il sesto comandamento mentre creare un piccolo fondo per le emergenze e' il settimo. 
La rivoluzione culturale riguarda poi il mettere da parte i soldi per il futuro, per una pensione confortevole, si sottolinea, accantonando il 10% del proprio salario ogni mese. Perche' vivere senza debiti "non e' una strategia ma una mentalita'" - e' la spiegazione - cosi' abituandosi a controllare le spese si riece ad essere felici con meno. 
Il decimo ed ultimo suggerimento, a dir poco soprendente, e' quello di fare acquisti dove i prodotti costano meno. Alla faccia del buon senso. 

fonte: Agi


2 commenti:

Guido Mastrobuono ha detto...

Sono l’ideatore di una community che raccoglie circa 450 artisti e si chiama Progetto Cicero (http://progettocicero.ning.com).
Stiamo tentando un esperimento di comunicazione on-line basato sulla creazione di comunità piccole ma dotate di una forte coesione tra i membri che viene ottenuta sia con regole di comportamento (nominalità, tolleranza, proattività ed educazione) sia con la condivisione di discussioni e ragionamenti.

Allo scopo di alimentare la discussione tra di noi e trarre ispirazione dalla stessa, abbiamo dato il via ad un’attività che si chiama “Quindi-Ci” (http://progettocicero.ning.com/group/quindici).
In soldoni, ogni 15 giorni ci diamo un tema e lo trattiamo con diversi linguaggi.
In una sorta di gioco/concorso, passata la quindicina, scegliamo l’intervento più interessante.

Il tema attuale è "La vera ricchezza".

Ti scrivo in quanto, nel documentarmi, ho trovato la tua pagina di blog ed ho pensato di invitarti ad alimentare con essa la nostra discussione nella convinzione che, quello che per te sarebbe un secondo di taglia ed incolla, per noi potrebbe essere la fonte di spunti interessanti e la possibilità di aggiungere nuove menti brillanti al nostro gruppo.
Tu potresti pubblicizzare il tuo Blog e trovare persone interessanti con cui discutere.

Spero che considererai il mio messaggio come il complimento che esso è.
Un saluto

Guido Mastrobuono
(Direttore del Progetto Cicero)

PS.
Coerentemente con i nostri obiettivi, per l’accesso alla comunità, richiediamo una registrazione nel sito all’indirizzo http://progettocicero.ning.com/?xgi=db6QQdU , per la quale sono richiesti i seguenti dati: Nome, Cognome, Età, Residenza ed una foto del viso.

demetra ha detto...

Ciao Guido,
ti ringrazio del messaggio e del complimento implicito :-)

Accetto con molto piacere l'invito alla community. Condivido in pieno lo spirito che anima il tuo progetto e sarò felice di farne parte.

A presto,
Anna