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giovedì 3 dicembre 2009

Attenti al mutuo!?

NEW YORK - OCTOBER 07:  A trader rubs his face...Image by Getty Images via Daylife

Nel 2010 le famiglie che hanno un mutuo e si troveranno in una situazione di rischio - cioè con una incidenza della rata sul reddito familiare superiore al 30% - saranno il 26%. Le famiglie più esposte saranno quelle unipersonali, con un solo genitore e un figlio a carico, con un titolo di studio medio-basso. Si concentreranno soprattutto nel Centro Nord (Liguria, Trentino, Lombardia, Toscana e Puglia). Considerando invece le famiglie che passeranno dall'affitto al mutuo, la percentuale di nuclei a rischio aumenterà fino al 37,5%, con una ulteriore rischiosità ancora per le famiglie unipersonali, con un genitore e un figlio a carico, per diplomati e lavoratori autonomi.

Sono le previsioni dello scenario più critico, quello che prevede un peggioramento della crisi economica, elaborate dall'Osservatorio regionale sul costo del credito, promosso dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica e realizzato in collaborazione con il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari.

Le stime sono state presentate oggi a Roma presso l'Abi e, sulla base dei dati disponibili al 2006, elaborano delle previsioni per il 2009 e per il 2010 sulla base di due scenari: uno tendenziale, con le aspettative più diffuse circa l'andamento della crisi economica, e uno alternativo con previsioni di peggioramento della crisi. Alla presentazione è intervenuto Massimo Roccia, direttore generale area retail Abi e segretario del Consorzio PattiChiari, che ha sottolineato come in Italia non ci sia una situazione di "tragedia generalizzata" e che i due terzi del debito delle famiglie si concentra sui mutui, dunque su spese fondamentali. Roccia ha anche sottolineato che da parte delle famiglie spesso "il tempo dedicato alla scelta del mutuo è circa un terzo di quello dedicato all'acquisto di un elettrodomestico". "Stiamo investendo - ha detto - circa due milioni di euro l'anno in educazione finanziaria". Nel frattempo è partita in Emilia Romagna la prima operazione Abi-Cei del programma di microcredito, e "stiamo chiudendo - ha aggiunto Roccia - il Piano famiglie che consentirà una moratoria di 12 mesi" sul pagamento dei mutui per le famiglie in difficoltà.

Ma quali le previsioni puntuali dell'Osservatorio rispetto al 2010? Lo scenario tendenziale rileva che nel 2010 l'incidenza delle famiglie a rischio è pari al 25% mentre sale invece al 26% considerando lo scenario alternativo. "Tuttavia - si legge nel Rapporto - permangono vari elementi di incertezza rispetto alle prospettive per il prossimo anno, in particolare la situazione del mercato del lavoro ed il rischio di un ulteriore peggioramento della disoccupazione, che avrebbe delle ricadute rilevanti sui redditi familiari e conseguentemente sull'aumento della percentuale di famiglie a rischio".

L'analisi basata sulle famiglie in affitto "denota una maggiore vulnerabilità - prosegue il Rapporto - che si presenta nell'accesso al credito e nella sostenibilità economica dell'indebitamento". Lo scenario tendenziale in questo caso prevede una riduzione dell'incidenza delle famiglie a rischio rispetto al 2006 (37%) mentre lo scenario sfavorevole prospetta un'incidenza pari al 37,5%.

Per il Rapporto servono dunque "politiche fiscali più eque" per una crisi iniqua perché si riflette in modo diverso sui diversi settori lavorativi. "Il ricorso al mutuo da parte dei redditi familiari più bassi - si legge - riflette una sostanziale chiusura di canali alternativi, a basso costo quali le immobiliari etiche o l'autocostruzione, per accedere alla casa. Rispetto ai livelli reddituali si conferma la necessità di politiche di tutela del potere di acquisto in particolare con politiche fiscali più eque".

di Sabrina Bergamini

Via: Help Consumatori



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mercoledì 30 settembre 2009

"Poveri e felici": i suggerimenti di quattro esperti per sopravvivere alla crisi finanziaria mondiale


Alla crisi finanziaria di questi tempi si può sopravvivere. Non lo dico solo io, che potrei pure essere tacciata di mero ottimismo.

In questo articolo pubblicato sulla Stampa, ben quattro esperti dispensano suggerimenti nei loro rispettivi settori di competenza, accomunati dall'intento di fugare ansie ed inquietudini legate al crac finanziario globale.

Carlo Mazzola, economista e presidente del sito per risparmiatori NoRisk, illustra come comportarsi in tempo di bufera finanziaria: se e cosa vendere, ma anche che cosa comprare, mentre Luigi Simonazzi, responsabile economico della Coldiretti di Milano e Lodi, aiuta a fare una spesa alimentare più economica e di alta qualità. Per ridurre gli sprechi nella vita quotidiana in famiglia senza intaccare il tenore di vita, ecco il vademecum di Michele Cavuoti, responsabile Indagini di Altroconsumo, ed infine Paola Vinciguerra, psicologa e presidente di Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico, illustra quali sono le reazioni emotive generate dalla crisi e come si possono vincere.

Prima di lasciarvi alla lettura dell'articolo, è sull'aspetto emotivo che voglio soffermarmi. Secondo la dottoressa Vinciguerra, la crisi economica può essere un'opportunità per migliorare ed esprimere meglio se stessi. Davvero, esiste una ricetta per diventare un 'povero felice', salvando la salute ed evitando depressione e ansia: chi, colpito dal terremoto finanziario è costretto a stringere la cinghia, può sfruttare la nuova condizione per avere una vita più ricca perché fatta di emozioni, di istinti da seguire, di mete emotive da raggiungere.

Io ne ero già convinta, ed è una bella conferma. Un altro discorso sono le disuguaglianze e i casi estremi di povertà, di cui ho parlato in questo post.

Tu cosa ne pensi?

mercoledì 19 agosto 2009

Italiani sempre più insolventi, in 6 mesi protesti +5,2%

La crisi colpisce duro e gli italiani sono sempre più in difficoltà: nei primi sei mesi del 2009 sono risultati più insolventi e per cifre più consistenti rispetto al recente passato. Assegni, cambiali e tratte non onorate sono aumentate sia nel numero (+5,2% complessivamente) sia negli importi (+12,7%), portando il monte degli impegni non onorati tra gennaio e giugno a superare il tetto dei 2,2 miliardi di euro. Questi gli elementi più significativi che emergono dall'analisi condotta da Unioncamere sull'andamento dei protesti levati nelle province italiane nel corso del primo semestre del 2009, in base ai dati raccolti dalle Camere di commercio ed elaborati da InfoCamere.
Alla forte riduzione nel numero degli assegni scoperti (-11,1% nel semestre) ha corrisposto un aumento praticamente uguale nel valore medio (+10,8%), con la conseguenza che il monte complessivo degli assegni a vuoto è diminuita del solo 1,5% (quasi 1,3 miliardi il totale). Indicatori tutti con il segno "+" per le cambiali a vuoto, cresciute sia nel numero (+15,1%), sia nel valore medio (+20,4%), con il risultato che i "pagherò" rimasti sulla carta hanno registrato una crescita del 38,7% rispetto ai primi sei mesi del 2008, per un controvalore totale vicino al miliardo di euro (951 milioni, contro i 686 dello scorso anno). Infine, in aumento anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate tra gennaio e giugno è cresciuto del 25,9% mentre il loro importo totale è aumentato del 28.

Via Virgilio Notizie